lunedì 7 marzo 2011

IL MONDO DEL LAVORO E DEI LAVORATORI, esperienze, analisi e proposte per uscire dalla crisi




PROGRAMMA:

1° PARTE "I LAVORATORI E I LORO DIRITTI"

9.30
Introduzione di Marianna Barin
(Direzione provinciale Partito Democratico)

Saluto di Federico Ossari
(Segretario provinciale del Partito Democratico)

Intervento dell'On.Anna Margherita Miotto
(Commissione Affari Sociali)

10.00
Contributi ed esperienze dal mondo del lavoro

(interventi dei lavoratori)

Proiezione documentario “il lavoro dei giovani”
realizzato dai GD Verona - presenta Michele Fiorillo


11.30

Dibattito:
“Lavoratori: quali diritti e quali prospettive?”

Intervengono:

Sen.Enrico Morando
(Commissione Bilancio e Programmazione economica)

On.Paola De Micheli
(Responsabile nazionale PD per le Piccole e Medie Imprese)

Avv.Giancarlo Moro
(Esperto in diritto del lavoro)

Coordina:
Nicola Stievano
Cronista de “Il Mattino di Padova”

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13.00
Pranzo a buffet
(necessaria prenotazione entro il 28/03/2011)
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2° PARTE: "IL MONDO DEL LAVORO E LA GESTIONE DELLA CRISI"

14.30
Introduzione di Andrea Drezzadore
(resp. associazionismo e volontariato Es. Prov. PD)

Intervento di Francesco Corso
(Segreteria Provinciale PD, Sindaco di Baone)

Proiezione video sulle crisi aziendali

15.00
Tavola rotonda
"Come gestire le situazioni di crisi?”

Intervengono:

Giancarlo Piva
(Sindaco di Este)
Walter Barin
(Sindaco di Solesino)
Mario Bertoli
(Sindaco di Torreglia)
Franco Casotto
(Sindaco di Arre)
Gianluca Gaudenzio
(resp. lavoro Esecutivo Provinciale PD)
Romano Boischio
(funzionario B.C.C. Sant’Elena, Sindaco di S.t’Angelo di Piove)

Coordina:
Luciano Sguotti
(Resp. Organizzazione Segreteria Provinciale PD)

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3° PARTE: "COME USCIRE DALA CRISI?"

16.15
Proiezione videointerviste:
Matteo Rettore
(Segretario CNA Padova)
Claudio D'Ascanio
(Presidente C.I.A. Padova)
Maurizio Francescon
(Direttore Confesercenti Padova)

16.40
Dibattito:
"Idee e proposte per uscire dalla crisi"

Intervengono:

Massimo Carraro
(A.D. Morellato S.p.A)
Jacopo Silva
(direttivo Confindustria Padova)
Piergiorgio Gawronski
(Economista)

Coordina:
Matteo Tognin
(resp. politiche sociali Segreteria Provinciale PD)

18.00
Conclusione dei lavori
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per prenotare il pranzo (€ 15,00)
entro il 28/03/2011

telefonare a :

Filippo Rizzato 3453749902
Tiziano Veronese 3355258942
Luciano Sguotti 3334933626

oppure scrivi a:

convegnolavoro@gmail.com

giovedì 24 febbraio 2011

LA CRISI DELL'AGRICOLTURA E LE POLITICHE COMUNITARIE

LUNEDì 14 MARZO ore 21 - BLUEDREAM HOTEL (ex CEFFRI), Monselice - PD

INCONTRO CON :
DAVID SASSOLI, capodelegazione PD al parlamento europeo;

ENZO LAVARRA, responsabile forum nazionale agricoltura;

(tratto da ilquotidiano.it)
Nei giorni scorsi l'On. Agostini è intervenuto alla Camera dei Deputati in sede di dichiarazione di voto per il gruppo del Pd affrontando la questione sulla Pac, molto importante secondo il Pd per il rilancio del settore agricolo durante questo periodo di crisi economica.

"Affrontiamo oggi una discussione molto importante- ha esordito l'On Agostini- voluta ostinatamente dal gruppo del Pd perché su un argomento tanto importante quale quello della riforma della Politica Agricola Comune non vogliamo far mancare le nostre proposte, il nostro sostegno nella trattativa, ed incalzare il governo ed il ministro che in questi anni ci sono sembrati distanti dai problemi delle imprese agricole e più in generale dai problemi di tutto il comparto agroalimentare. Questo confronto avviene in un momento di eccezionale crisi economica generale, che come è noto si è scaricata con particolare violenza proprio sui settori strutturalmente più deboli della nostra economia, e tra essi certamente va incluso il settore agroalimentare".

"Nei parziali ed insufficienti provvedimenti anticrisi - ha continuato l'On. Agostini- costruiti dal governo non esisteva addirittura la parola agricoltura. Per tutti basti ricordare la miserevole fine del provvedimento sulla competitività agricola, partito con il sostegno ed il clamore del ministro Zaia, il quale evidenziò come quel provvedimento fosse costruito per rilanciare il settore agricolo, ma poi finito con il ministro Galan per essere diventato solo il pur importante quanto inapplicabile provvedimento sulla etichettatura.
Oggi la PAC rappresenta forse l'ultima, unica occasione per salvare l'agricoltura italiana dal baratro di una crisi irreversibile e sottovalutarla sarebbe un errore imperdonabile, per questo con la mozione presentata dal PD chiediamo che il governo ed il ministro assumano un impegno all'altezza della sfida che ci attende".

"Ecco signor ministro, - ha continuato l'Onorevole- il Pd ha voluto presentare questa mozione per ribadire ancora una volta la serietà con cui affrontiamo il confronto di merito siamo consapevoli che la posta in gioco nella trattativa per la revisione della PAC è molto alta, per questo anche di fronte alla vostra superficialità noi assumiamo un atteggiamento di grande responsabilità perché per il settore agricolo italiano questa potrebbe essere una occasione. Ma questa occasione può essere colta solo se il governo italiano saprà esprimere forza, coraggio, autorevolezza nelle sedi europei, tutti questi requisiti che fino ad oggi sono mancati al governo italiano ed in particolare ai ministri dell'agricoltura".

"L' Europa signor ministro -conclude l'On. Agostini- in questa Europa bisogna crederci non essere quelli che nella sede nazionale cavalcano le facili demagogie di interessi particolari, perché questo ci rende più deboli poco credibili quando ci si siede ai tavoli della commissione europea. In sostanza se si scambiano proroghe per i furbi come nel caso delle quote latte con interessi generali a favore della agricoltura nazionale si è deboli e si rende debole il nostro paese, per questo auspichiamo e saremmo vigili affinché non si percorra le strade percorse nel recente passato ma per una volta ci si attenga alla regola della serietà la nostra agricoltura ne ha bisogno".

QUALE BILANCIO PER LA REGIONE VENETO?


Lunedì 28 febbraio ore 21 presso la sala consiliare del Municipio di Pozzonovo, incontro pubblico con
LAURA PUPPATO, capogruppo PD in consiglio regionale;
FEDERICO OSSARI, segretario provinciale del partito democratico;


Bilancio regionale, le proposte del Pd per una manovra diversa
Con una serie di emendamenti, che definiscono una sorta di manovra alternativa, incentrata su pochi temi prioritari, il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale del Veneto vuole resuscitare il bilancio che ieri, nel presentarlo, il presidente della giunta, Luca Zaia, ha definito un ''cadavere eccellente''. ''Alcuni emendamenti del pacchetto - ha annunciato la capogruppo del Pd, Laura Puppato - hanno già incassato la condivisione di altri gruppi di opposizione''.

Elencando i punti oggetto di emendamento, Puppato ha indicato gli specifici stanziamenti richiesti dall'opposizione e i capitoli di spesa dove rinvenirli. Tra le prime necessità il Pd cita il piano straordinario per la difesa idraulica e sistemazione idrogeologica del territorio (100 milioni di euro per il 2011, reperendoli da residui per la viabilità regionale non utilizzati). Ulteriori 30 milioni di euro vengono chiesti per il trasporto pubblico locale, 15 per il fondo straordinario a sostegno dei lavoratori e 10 per le imprese artigiane, 20 per i servizi sociali, 50 per la non autosufficienza, 20 per assistenza a disabili, 16 per strutture per l'infanzia, 1,4 per scuola e diritto allo studio, 10 per il sostegno agli affitti.

Il Pd, inoltre, chiede che vengano messi in questo bilancio i trasferimenti annunciati dal governo, ''almeno nelle sue previsioni minime, come hanno già fatto altre Regioni'', ha rilevato Puppato. Sono importi sostanziosi, ha proseguito il capogruppo del Pd, perché si parla di almeno 25 milioni dai fondi europei per l'alluvione, almeno 100 per la sanità, altri ancora per il trasporto pubblico locale.

Il bilancio presentato dalla maggioranza, ha sottolineato Lucio Tiozzo, ''resta aperto perché non c'è certezza su quali e quanti finanziamenti possono ancora arrivare''. ''Al di là delle risorse che possono ancora arrivare - ha detto Piero Ruzzante - abbiamo individuato alcuni capitoli di bilancio che per un anno possono tirare la cinghia'', recuperando 16 milioni di euro per attività prioritarie stornandoli per esempio dai 130 mila euro per consulenze esterne, dai 300 mila per indennità di trasferta dei consiglieri, dal milione per celebrazioni pubbliche, dagli 800 mila per iniziative di promozione dell'identità veneta, dai 365 mila per attività editoriali. ''Non si può - ha sottolineato il consigliere - raschiare il fondo del barile di famiglie in difficoltà e prevedere queste spese''.

I consiglieri del Pd hanno quindi ricordato che sabato, a Padova, il Partito democratico ha organizzato una manifestazione ''contro i tagli di bassa lega'' previsti dal bilancio.

mercoledì 8 dicembre 2010

FEDERALISMO TRADITO & TAGLI AL SOCIALE


Lunedì 20 Dicembre ore 21 presso la Biblioteca Comunale di Solesino in Via Gino Rizzo, 3.

interverranno:

Sen. Marco Stradiotto, componente commissione Finanze del Senato

On. Margherita Miotto, componente commissione permanente XII Affari sociali

Giancarlo Piva, Sindaco di Este

Angela Rizzato, responsabile autonomie e federalismo PD provinciale

Matteo Tognin, responsabile politiche sociali PD provinciale

coordina

Walter Barin, Sindaco di Solesino


Tagli sul sociale a Regioni e Comuni: un'analisi sulla Finanziaria per il 2010:
E' un'analisi che porta a una conclusione difficilmente contestabile: si tratta infatti di tagli pesanti, anche alla luce delle attuali necessità del Paese, che condurranno fatalmente a una riduzione dei servizi sociali da parte dei Comuni e a un aumento delle quote di partecipazione alla spesa a carico degli utenti. In altre parole, nel momento in cui servirebbero più risorse da dedicare al settore sociale, per compensare una grave crisi economica, tali risorse vengono ridotte, contribuendo ad acuire gli effetti della crisi stessa sulle famiglie italiane più fragili.
Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo di euro operato dalla Finanziaria per il 2009, prosegue anche con la Legge Finanziaria per il 2010 il taglio ai fondi per il sociale erogati a Regioni e Comuni.
Il provvedimento in oggetto, innanzitutto, non prevede più alcun finanziamento (nel 2009 erano 100 milioni di euro) per il Piano Straordinario Servizi Socio-Educativi per la Prima Infanzia, che è stato decisivo per sviluppare l'offerta di asili nido in Italia. Dopo un gran parlare, dunque, di politiche per aiutare le famiglie, si interviene negativamente su uno dei pochi fondi in grado di agire efficacemente nel supporto a quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano.
Ancora una volta, poi, Il taglio più rilevante della Finanziaria per il 2010 colpisce il sostegno principale del sociale, costituito dal Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, ridotto costantemente in questi ultimi anni - nella parte destinata alle Regioni - fino ad arrivare agli attuali 171 milioni. In questo caso il taglio è di 299 milioni, vale a dire ben due terzi dell'intero finanziamento.
Si tratta di una pesantissima decurtazione che potrebbe essere compensata da un Fondo di pari importo recentemente istituito dall’articolo 9 bis del Decreto Legge 78/09 (convertito nella Legge 102/09). Tale norma, anticipando l’attuazione delle misure connesse alla realizzazione di un sistema di federalismo fiscale, stanzia 300 milioni di euro «per le attività di carattere sociale di pertinenza regionale», allo scopo di assicurare la tutela dei diritti e delle prestazioni sociali fondamentali su tutto il territorio nazionale. Il condizionale è d'obbligo perché la norma è nuovissima e la sua formulazione lascia ancora insoluti diversi dubbi. Infatti, in relazione alle modalità di riparto di questo Fondo, si dice che esso farà riferimento all’«ammontare dei proventi spettanti a regioni e province autonome, [...] ivi compresi quelli afferenti alla compartecipazione ai tributi erariali statali, in misura tale da garantire disponibilità finanziarie complessivamente non inferiori a 300 milioni di euro annui e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica [grassetto dell'Autore, N.d.R.]». Che cosa significano queste ultime parole? Forse che a fronte di questo finanziamento dedicato al sociale ci saranno riduzioni nelle quote di compartecipazione erariale di competenza regionale?

Spiace infine rilevare che in un momento di crisi occupazionale come questo e di difficoltà delle famiglie, il Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione (Legge 431/98) tocchi il minimo storico, registrando un'ulteriore riduzione di 18 milioni di euro, fermandosi cioè a 144 milioni (nel 2000 erano ben 362). Con tali risorse - va ricordato - gli Enti Locali aiutano i nuclei familiari più poveri a pagare il canone di locazione. La costante riduzione del finanziamento, quindi, non fa che rendere ancor più pesante una situazione che vede, soprattutto nelle aree metropolitane, il numero delle domande di contributo in aumento nel tempo e, parallelamente, la costante diminuzione del grado di copertura del contributo erogato.
Nel complesso, dunque, le risorse statali per il sociale che verranno erogate nel 2010 alle Regioni - e poi attraverso queste ai Comuni - diminuiranno di 117 milioni di euro , che potrebbero diventare 417 se il nuovo Fondo "federalista" non dovesse avere la destinazione che abbiamo previsto.
Si tratta di decisioni governative che vanno in controtendenza rispetto alle necessità attuali del Paese. Come è noto, infatti, buona parte di queste risorse sono destinate ai Comuni che le utilizzano per finanziare i servizi sociali. Il risultato complessivo di questi tagli dei finanziamenti statali per il sociale - che si assommano drammaticamente a quelli del 2009 e del 2008 - porterà dunque a un impatto dirompente sulle politiche sociali dei Comuni, con una riduzione dei servizi sociali e un aumento delle quote di partecipazione alla spesa a carico dell’utente. In altre parole, nel momento in cui servirebbero più risorse da dedicare al settore sociale, per compensare una grave crisi economica, tali risorse vengono ridotte, contribuendo ad acuire gli effetti della crisi stessa sulle famiglie italiane più fragili.

sabato 4 dicembre 2010

Incontro col regista Carlo Mazzacurati



Venerdì 17 dicembre presso il Cinema Corallo a Monselice, incontro con il regista Carlo Mazzacurati e proiezione del film documentario "Sei Venezia", presentato fuori concorso al festival del cinema di Venezia 2010.
Interverrà Matteo Tognin, responsabile cultura e politiche sociali Partito Democratico Padova;
modera la serata il Prof.Riccardo Monaco.

Incontro promosso dall'Associazione culturale TERSICORE di Pozzonovo e dal Partito Democratico provinciale.

mercoledì 10 novembre 2010

Comunicato Stampa di Laura Puppato


PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA IN MERITO ALL'INIZIATIVA "PROSSIMA FERMATA ITALIA" STAZIONE LEOPOLDA (FI) 5-7 NOVEMBRE

"Ho saputo dell’iniziativa di Firenze, organizzata dal suo sindaco Matteo Renzi e dal consigliere regionale della Lombardia Giuseppe Civati, da alcuni giovani del Veneto iscritti al Partito democratico. Messa in piedi una corriera, mi hanno invitato ad accompagnarli, perché ci tenevano che il Capogruppo in consiglio regionale fosse con loro. A Firenze ho visto l’Italia che lavora nel Partito democratico; ho incontrato persone mai viste prima, ma che mi sembrava di conoscere da sempre. Persone generose che hanno speso di tasca propria per partecipare a un evento unico dove si parlava e si ascoltava. Settemila tra donne e uomini, giovani e vecchi, iscritti e non iscritti, parlamentari, segretari regionali, provinciali, di circolo e tanti, tanti amministratori locali. Tutti hanno avuto a disposizione cinque minuti, non un secondo di più. Abbiamo parlato di noi italiani, di come l’Italia dovrebbe essere. Lo abbiamo fatto da democratici, come sappiamo esserlo noi: in fila per uno, con il sorriso sulle labbra, senza una scaletta precostituita, senza primi della classe e maestrine dalla penna rossa. Una maratona di proposte, informazione e comunicazione. Sul lavoro, sulla scuola, sull’università, sulla sanità, sull’ambiente, sul merito, sulla giustizia. Dove tutti hanno bandito il termine “rottamazione” e sollecitato però il Pd a essere coerente con le regole che ci siamo dati tre anni fa, in particolare sull’esigenza di utilizzare le primarie e sul rispetto del limite del numero di mandati istituzionali. Il tutto in una vecchia stazione restaurata (la stazione è un luogo d’incontro), non in una villa o in un teatro dove si recita un copione e i posti nelle prime file sono sempre riservati per chi arriva in ritardo e non è bene che rimanga i piedi. Non dobbiamo temere l’entusiasmo dei “giovani” e l’esperienza dei “vecchi”, ma metterli insieme in una miscela di energia e di conoscenza; piuttosto dobbiamo guardarci dall’ambizione dei “giovani-vecchi” e di chi vorrebbe cambiare tutto perché nulla cambi.

L’incontro di Bersani a Roma con i soli segretari di circolo, provinciali e regionali era un’iniziativa diversa, non sovrapponibile ma anzi complementare a quella propositiva di Firenze. In quella di Roma non era prevista la mia presenza, non essendo segretario di nulla e, infatti, figure come Serracchiani e Scalfarotto hanno liberamente inteso presenziare prima a questo e poi a quello. Ai nostri nuovi segretari della provincia di Treviso ho scritto una lettera la settimana scorsa per congratularmi e, allo stesso tempo, per mettermi a loro disposizione con spirito di servizio. E per ricordare loro l’importanza di averli accanto quali sensori e antenne di stimolo al lavoro della sottoscritta e di tutti i consiglieri regionali, che guardano al territorio come una risorsa, una miniera inesauribile di forze che quotidianamente si danno da fare e hanno il coraggio di metterci la faccia assumendosi delle responsabilità. A Firenze come a Roma c'erano solo democratici che non sognano più un’Italia diversa, ma che, con ruoli diversi, hanno cominciato a costruirla. È un buon viatico pensando al Veneto disastrato dall’alluvione di questi giorni e ritornato a essere periferia dell’impero per colpa di una classe politica dissennata."

A TAL PROPOSITO VI SEGNALIAMO

http://www.pdconsiglioveneto.org/dett_PP.asp?ID=20

martedì 22 giugno 2010

OGGI LA LEGA SI SENTE PIù DEBOLE

tratto da "il mattino di Padova" 21 giugno 2010
Il ventennio di Pontida mostra una Lega preoccupata. A dispetto dei numeri, che lo rende indispensabile alla tenuta della maggioranza, il Carroccio è al bivio. Lo testimonia lo stesso discorso da “pompiere” di Bossi, che spegne gli ardori di parte dei militanti che invocano la secessione, peraltro evocata anche dal sottosegretario Castelli in mancanza del federalismo. Il nodo è, appunto, quel supremo obiettivo che, nelle menti e nei cuori del popolo verde, assomiglia più a una secessione di fatto che a un diverso assetto istituzionale dell’Italia. Il leader della Lega promette che arriverà a breve ma, come ha ricordato realisticamente il governatore della Lombardia Formigoni, la crisi e la manovra economica lo rendono difficilmente attuabile. Nonostante gli emendamenti correttivi che i leghisti vogliono introdurre per evitare che a essere colpiti duramente siano proprio quegli enti locali che del federalismo e del decentramento dovrebbero essere il cuore pulsante. Nonostante nel governo vi siano, oltre che ministri del Carroccio, anche Tremonti e altri “forzaleghisti”. Da ultimo quel Brancher, ridimensionato nelle deleghe proprio da Bossi che, per sedare le ansie dei suoi, rivendica il ruolo di unico e autentico “ministro del federalismo”. I costi del federalismo, di cui nessuno parla, diventeranno enormi con la moltiplicazione dei centri di spesa e la cassa piange. A meno che a pagare, come auspicano i “padani”, sia il resto del Paese. In quel caso, però, presto non ci sarebbe più maggioranza. Le contraddizioni esploderebbero senza più mediazioni nel blocco sociale e geografico della destra. Il neocolbertista Tremonti lo sa e per questo non alimenta mirabolanti speranze.
Cosi la Lega non può che riprodurre il consueto ruolo di partito di governo e di lotta. Facendo il sindacato della Padania a Roma e il nemico di “Roma ladrona”, slogan ciclicamente rispolverato a Pontida, quando si rinserra nella, sempre più ampia, trincea del Nord. Una strategia che comincia a mostrare i suoi limiti. Fino a quando potrà alimentare questa doppiezza un partito che controlla due delle tre più importanti regioni sopra il Po, governa decine di province e centinaia di comuni, tra cui città ricche e di grande rilievo, e ha lo stesso Bossi nel governo? Su chi brandire pubblicamente lo spadone di Alberto di Giussano? Il gioco mostra ormai evidenti limiti. Anche perché alla Lega manca una carta: la possibilità di sparigliare il gioco rovesciando il tavolo.
Il Carroccio è condannato al ruolo di garante della stabilità governativa. Ciò lo rende alleato indispensabile per Berlusconi ma lo espone alla delusione di un elettorato sempre più vasto e, perciò stesso, meno coeso. Bossi vede nelle elezioni anticipate, che il Cavaliere non esclude prima che il ciclo della crescente insoddisfazione economica e sociale imbocchi la via di un alternativa politica oggi ancora poco spendibile, un pericolo mortale. Nessuno assicura che dopo il ritorno al voto la forza di Carroccio e Pdl sarebbero gli stessi. Le urne sono come un vaso di Pandora: una volta scoperchiato può riservare inattese sorprese.
Questa legislatura è un occasione unica, ripete il Senatur. Nell’attesa del “federalismo che verrà”, il vuoto va riempito. Così i leghisti enfatizzano i conflitti simbolici: Padania contro Italia, “Va pensiero” contro Mameli, nazionale verde contro quella azzurra. Dislocamenti che vorrebbero stornare l’attenzione dalla questione degli interessi e degli obiettivi, sui quali è difficile vantare successi a breve, a quella dell’identità. A Pontida si è vista questa Lega, molto più incerta di quanto dica la sua forza.